{"id":2540,"date":"2006-05-13T10:08:00","date_gmt":"2006-05-13T08:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/terzo-rapporto-sulla-poverta-in-europa\/"},"modified":"2022-09-22T09:59:08","modified_gmt":"2022-09-22T07:59:08","slug":"terzo-rapporto-sulla-poverta-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/terzo-rapporto-sulla-poverta-in-europa\/","title":{"rendered":"Terzo Rapporto sulla Povert\u00e0 in Europa"},"content":{"rendered":"<p><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><FONT size=2><STRONG>&#8220;LA MIGRAZIONE: UN VIAGGIO VERSO LA POVERT\u00c0?&#8221;<\/STRONG><BR><BR>Il Rapporto Povert\u00e0 2006 di Caritas Europa descrive e analizza le condizioni socio-economiche e i bisogni dei migranti, e identifica i fattori chiave che nei paesi di accoglienza possono metterli in difficolt\u00e0, fino a ridurli in povert\u00e0. Caritas Europa si interessa particolarmente delle <STRONG>condizioni degli irregolari e dei richiedenti asilo<\/STRONG> perch\u00e9 sono i gruppi pi\u00f9 vulnerabili e pi\u00f9 a rischio di povert\u00e0 economica e sociale. Il Rapporto di Caritas Europa evidenzia che i migranti sono a rischio di esclusione per ci\u00f2 che concerne il lavoro, l&#8217;alloggio, la salute, l&#8217;istruzione e la partecipazione alla vita pubblica. A seguire una sintesi del Rapporto e delle Raccomandazioni di Caritas Europa.<BR><\/FONT><\/FONT><STRONG><BR><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>I. Lavoro: far esprimere le potenzialit\u00e0 dei migranti<BR><\/FONT><\/STRONG><BR><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Dalle statistiche sul mercato del lavoro in Europa si evince una chiara discriminazione contro i lavoratori provenienti dai paesi terzi. In molti paesi il tasso di disoccupazione di questi lavoratori \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 alto di quello registrato tra gli autoctoni. Per esempio, secondo le statistiche elaborate dall&#8217;Oecd, nel 2003 il tasso di disoccupazione per gli immigrati residenti in Belgio, Finlandia e Francia \u00e8 stato di oltre il 18%. In alcuni paesi le donne sono particolarmente discriminate e anche i giovani con una et\u00e0 compresa tra i 16 e i 29 anni hanno un tasso di disoccupazione pi\u00f9 elevato rispetto agli immigrati appartenenti alle altre classi d&#8217;et\u00e0. Molti migranti sono discriminati nelle richieste di lavoro e per questo sono costretti a svolgere lavori poco sicuri, sensibili alle fluttuazioni del mercato del lavoro e mal pagati; questo causa un loro ricorso frequente ai sussidi. Questo potrebbe anche spiegare il numero sproporzionato di immigrati impiegati nel mercato del lavoro informale in tutta Europa.<BR><BR><STRONG>Raccomandazioni:<\/STRONG> <\/FONT><br \/>\n <UL><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Caritas Europa raccomanda all&#8217;Eu di aprire i canali legali per la migrazione economica e rimuovere gli ostacoli per un pieno sviluppo delle potenzialit\u00e0 dei migranti.<\/FONT><\/LI><BR><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>I Paesi europei potranno combattere efficacemente l&#8217;immigrazione irregolare solo se svilupperanno meccanismi aperti e accessibili al mercato del lavoro.<\/FONT><\/LI><BR><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Devono essere semplificate le procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno ai nuovi arrivati e gli immigrati dovrebbero avere il diritto ad una assistenza per la ricerca di lavoro.<\/FONT><\/LI><BR><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Sono necessari maggiori incentivi per i lavoratori regolari, e bisognerebbe incrementare i Fondi Strutturali Europei per migliorare le condizioni di vita degli immigrati nel periodo finanziario 2007-2013<\/FONT><\/LI><\/UL><BR><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><FONT size=2><STRONG>Caritas in azione:<\/STRONG> sei rifugiati originari della Somalia e impiegati in una societ\u00e0 di costruzioni bulgara hanno manifestato problemi rispetto ai termini del loro contratto di lavoro. Per sostenere coloro che possono avere questo tipo di difficolt\u00e0, Il Consiglio delle Donne Rifugiate insieme alla Caritas Bulgaria hanno messo in piedi attivit\u00e0 per promuovere le potenzialit\u00e0 sociali, psicologiche e operative delle donne rifugiate.<BR><BR><STRONG>II. Alloggi: ghettizzazione e bassa qualit\u00e0 ad alti costi<\/STRONG><BR><BR>Gli immigrati soffrono pesantemente la discriminazione nel mercato immobiliare sia privato che pubblico. Spesso vengono loro offerti vecchi appartamenti, situati in aree ad alta concentrazione di immigrati con il conseguente pericolo che in questo modo non abbiano via di uscita da questa situazione. In Spagna, per esempio, il settore privato degli affitti scadenti riguarda il 10% degli alloggi di persone provenienti dal Portogallo, dall&#8217;Algeria e dal Marocco, percentuale che cresce al 12% per i Turchi e al 16% per gli immigrati dall&#8217;Africa Sub-Sahariana. Gli immigrati, poi, costituiscono una larga parte dei senza fissa dimora in Europa.<BR><BR><STRONG>Raccomandazioni:<\/STRONG> <\/FONT><\/FONT><br \/>\n <UL><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Caritas Europa difende strenuamente il diritto per tutti gli immigrati, compresi coloro che risiedono illegalmente, ad un alloggio dignitoso, e chiede che vengano perseguiti i proprietari di case che sfruttano gli immigrati.<BR><\/FONT><\/LI><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Chiediamo che i servizi per l&#8217;edilizia pubblica tengano in considerazione le diverse situazioni in termini di reddito e cultura<BR><\/FONT><\/LI><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>L&#8217;assegnazione delle abitazioni disponibili dovrebbe avvenire secondo criteri di equit\u00e0 tra generici clienti, poveri, migranti e autoctoni.<\/FONT><\/LI><\/UL><BR><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><FONT size=2><STRONG>Caritas in azione:<\/STRONG> in Belgio la Caritas assicura un servizio di accoglienza e di fornitura di alloggi per rifugiati e richiedenti asilo. Gestisce nel paese 200 propriet\u00e0 ad equo canone. Basandosi sulle competenze maturate in molti anni di esperienza, la Caritas sostiene fermamente soluzioni alloggiative individuali per le famiglie piuttosto che abitazioni collettive. Le prime rispettano infatti l&#8217;intimit\u00e0 della vita familiare, promuovono un senso di responsabilit\u00e0 del singolo, favoriscono i contatti con la comunit\u00e0 e una presa di coscienza da parte della popolazione locale, ed evitano che le persone subiscano gli effetti negativi di una permanenza duratura nei Centri di accoglienza.<BR><BR><STRONG>III. Salute: da sani a esausti<\/STRONG><BR><BR>Tra gli immigrati le malattie possono essere il risultato di fattori ambientali nel loro paese d&#8217;origine, nel paese di destinazione o del processo migratorio in s\u00e9. Se da un lato i migranti non necessariamente hanno una salute peggiore del resto della popolazione, dall&#8217;altro lato essi tendono ad essere esposti ad un rischio maggiore di andare incontro a certi problemi di salute (come la tubercolosi, l&#8217;epatite A o altre malattie associate alla povert\u00e0). Questo \u00e8 il caso dell&#8217;Inghilterra e del Galles, dove approssimativamente il 40% di tutti i casi di Tubercolosi sono riconducibili a cittadini provenienti dal subcontinente indiano. Nonostante nella maggior parte dei casi i lavoratori immigrati giungano nei paesi di destinazione in buona salute e con una buona predisposizione al lavoro, accade che successivamente molti finiscono per diventare improduttivi. Gli immigrati pi\u00f9 vulnerabili ai problemi di salute legati alla povert\u00e0 sono: le donne, i giovani e gli anziani, nonch\u00e9 i migranti con problemi di lavoro, alcuni gruppi etnici, i richiedenti asilo, i rifugiati e gli immigrati irregolari.<BR>Speso i migranti non hanno informazioni su dove e come cercare aiuto e inoltre alcuni Governi pongono delle restrizioni al loro accesso al sistema sanitario nazionale.<BR>I servizi sanitari sono generalmente poco sensibili alle diverse culture.<BR><BR><\/FONT><\/FONT><STRONG><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Raccomandazioni:<BR><\/FONT><\/STRONG><br \/>\n <UL><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>L&#8217;accesso ai servizi sanitari dovrebbe essere garantito a tutti i migranti, regolari e irregolari.<BR><\/FONT><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Nei servizi sanitari dovrebbero essere previsti mediatori culturali; i migranti irregolari malati e che non hanno possibilit\u00e0 di accedere alle cure necessarie nel loro paese di origine non dovrebbero essere espulsi.<\/FONT><\/LI><BR><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Ai rifugiati, richiedenti asilo e a quanti hanno subito eventi traumatici come torture, guerre o persecuzioni dovrebbero essere assicurate adeguate cure mediche e psicologiche.<\/FONT><\/LI><\/UL><BR><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><FONT size=2><STRONG>Caritas in azione:<\/STRONG> i nuovi arrivati, i richiedenti asilo e i rifugiati hanno accesso, tramite il servizio immigrazione di Caritas Bulgaria, alla medicina specialistica e d&#8217;emergenza e alle cure odontoiatriche. L&#8217;assistenza sanitaria \u00e8 garantita dal Centro medico &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; della Societ\u00e0 delle Sorelle di Evaristo (una comunit\u00e0 presente solo nei Balcani). L&#8217;attivit\u00e0 riguarda i trattamenti medici primari e d&#8217;emergenza nonch\u00e9 le cure odontoiatriche. L&#8217;assistenza sanitaria gratuita \u00e8 erogata per un periodo massimo di tre settimane e per non pi\u00f9 di 5 visite. Il Centro medico S. Giuseppe \u00e8 ubicato vicino all&#8217;agenzia governativa per i rifugiati e al Centro di accoglienza per i nuovi arrivati e richiedenti asilo. In questo contesto la Caritas Bulgaria provvede a curare le donne con problemi ginecologici e patologie mammarie.<BR><BR><STRONG>IV. Istruzione: essenziale per uscire dalla povert\u00e0<\/STRONG><BR><BR>In molti paesi europei gli alunni immigrati e appartenenti alle minoranze risultano sovrarappresentati nelle scuole speciali, costituendo la lingua un grande ostacolo. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente in Austria, dove gli alunni di cittadinanza non austriaca rappresentavano nell&#8217;anno scolastico 2001\/2002 il 20,6% degli studenti delle scuole speciali. I dati a disposizione sugli studenti stranieri fanno emergere risultati scolastici peggiori in confronto alla popolazione autoctona e ci\u00f2 dimostra un chiaro legame tra origini sociali, background migratorio e successo scolastico. La mancanza di un&#8217;adeguata istruzione e il possesso di qualifiche professionali scarse sono spesso all&#8217;origine di povert\u00e0 ed esclusione sociale. L&#8217;educazione informale gioca un ruolo importante nello sviluppo di capacit\u00e0 comunicative, oratorie, di pianificazione, di lavoro in team e di consapevolezza interculturale. <BR><BR><STRONG>Raccomandazioni:<\/STRONG><BR><\/FONT><\/FONT><br \/>\n <UL><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Caritas Europa raccomanda di promuovere le politiche per l&#8217;educazione, quale prezioso strumento per ridurre la povert\u00e0.<\/FONT><\/LI><BR><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>L&#8217;istruzione e la formazione sono gli strumenti principali per il processo di integrazione degli immigrati poich\u00e9 garantiscono loro l&#8217;accesso al mercato del lavoro e favoriscono una presa di coscienza dei propri diritti.<\/FONT><\/LI><BR><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Andrebbero potenziati i programmi integrati di sostegno nelle scuole ordinarie per evitare di emarginare all&#8217;interno di istituti speciali gli alunni migranti.<\/FONT><\/LI><BR><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Inoltre, le scuole dovrebbero garantire un&#8217;assistenza sociale e una mediazione per le famiglie immigrate.<\/FONT><\/LI><\/UL><br \/>\n <P><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><FONT size=2><STRONG>Caritas in azione:<\/STRONG> Qantara \u00e8 il nome del progetto rivolto a richiedenti asilo e rifugiati promosso dalla Caritas a Peine in Germania che prevede corsi di formazione per mediazione e comunicazione interculturale finalizzati a favorire l&#8217;integrazione dei nuovi venuti nella societ\u00e0 di accoglienza. Vengono simulate situazioni specifiche che possono aver luogo a scuola, presso il dipartimento governativo per i minori o le organizzazioni giovanili. Al termine del corso sono in grado di &#8220;comunicare tra culture&#8221;, non solo nel senso di tradurre tra lingue diverse, ma anche di tradurre norme culturali e valori, mostrando come una diversa percezione della realt\u00e0 pu\u00f2 portare ad interpretare in modo diverso le situazioni della vita.<BR><BR><STRONG>V. Partecipazione alla vita pubblica: voti a perdere<\/STRONG><BR><BR>Gli immigrati provenienti dai paesi terzi, nonostante vivano in Europa da molti anni, incontrano ancora molti ostacoli al riconoscimento del diritto di voto a livello locale, regionale o nazionale. Gli approcci a questa materia sono molti e variano da paese a paese. I termini di residenza legale per acquisire il diritto di voto vanno in Europa da 1 a 10 anni. La Gran Bretagna, ad esempio, riconosce il diritto di voto solo ai cittadini del Commonwealth e dell&#8217;Irlanda, mentre altri paesi come la Repubblica Ceca non prevedono alcun diritto di voto per gli stranieri. Anche lo status di una persona e il livello delle elezioni \u0096 locali, regionali, nazionali \u0096 giocano un ruolo importante. Ad ogni modo per un immigrato oggi, in Europa, sar\u00e0 pi\u00f9 probabile esercitare il diritto di voto nelle elezioni amministrative. Non poter far sentire la propria voce in parlamento, insieme a situazioni di povert\u00e0 (mancanza di soluzioni abitative adeguate, di appropriate cure sanitarie e di un&#8217;occupazione), aggrava le gi\u00e0 difficili condizioni di vita dei migranti. A prescindere dall&#8217;emergere di un nuovo concetto di cittadinanza per i cittadini dei paesi terzi, non vi sono iniziative politiche significative che possano condurre al cambiamento dello status quo. <BR><BR><STRONG>Raccomandazioni:<\/STRONG><\/FONT><\/FONT><\/P><br \/>\n <UL><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Il diritto di voto \u0096 almeno alle elezioni amministrative e dell&#8217;Unione Europea \u0096 dovrebbe essere riconosciuto a tutti i migranti regolari per aumentare la loro partecipazione sociale e la possibilit\u00e0 di richiedere la naturalizzazione dovrebbe essere permessa dopo 5 anni di permanenza legale sul territorio nazionale.<\/FONT><\/LI><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>La partecipazione non deve sostanziarsi unicamente nel diritto di voto, ma anche nella partecipazione attiva nelle organizzazioni della societ\u00e0 civile. Inoltre la promozione, il finanziamento e l&#8217;accesso delle\/alle organizzazioni immigrate, sindacati e altre attivit\u00e0 civiche dovrebbe essere facilitato dai Governi in maniera trasparente.<\/FONT><\/LI><br \/>\n <LI><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\" size=2>Dovrebbero trovare concreta attuazione i programmi comunitari che prevedono una pi\u00f9 reale partecipazione di coloro che vivono in quartieri degradati attraverso la creazione di infrastrutture utili a fornire strumenti di partecipazione.<\/FONT><\/LI><\/UL><br \/>\n <P><FONT face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><FONT size=2><STRONG>Caritas in azione:<\/STRONG> Mamu, una giovane donna del Mali, ha dichiarato recentemente in una conferenza sull&#8217;immigrazione: \u00abIo sono giunta in Francia poco dopo la mia nascita e vivo l\u00ec da allora. So pi\u00f9 di politica in Francia di quanto ne sappia relativamente al mio paese. Per\u00f2 non ho ancora il diritto di votare in Francia\u00bb.<BR>Questo testimonia la situazione di molti immigrati provenienti dai paesi terzi che vivono in Europa. La Caritas Europa incoraggia e sostiene la partecipazione degli immigrati alla vita pubblica.<\/FONT><\/FONT><\/P><br \/>\n <P><FONT face=Verdana size=2><\/FONT>\u00a0<\/P><br \/>\n <P>\u00a0<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;LA MIGRAZIONE: UN VIAGGIO VERSO LA POVERT\u00c0?&#8221;Il Rapporto Povert\u00e0 2006 di Caritas Europa descrive e analizza le condizioni socio-economiche e i bisogni dei migranti, e identifica i fattori chiave che nei paesi di accoglienza possono metterli in difficolt\u00e0, fino a ridurli in povert\u00e0. 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