{"id":3299,"date":"2019-05-18T15:14:00","date_gmt":"2019-05-18T13:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/rapporto-europeo-common-home\/"},"modified":"2019-05-18T15:14:00","modified_gmt":"2019-05-18T13:14:00","slug":"rapporto-europeo-common-home","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/rapporto-europeo-common-home\/","title":{"rendered":"Rapporto europeo &#8220;Common Home&#8221;"},"content":{"rendered":"<div>Presentato durante la quinta edizione di &#8220;<a href=\"\/home_page\/area_stampa\/00008209_Sabir__festival_diffuso_delle_culture_mediterranee__Lecce__16\/19_maggio_2019_.html\">Festival Sabir<\/a>&#8221; (Lecce, 16\/19 maggio 2019), il <a href=\"\/pls\/caritasitaliana\/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=8227&#038;p_id_allegato=6804&#038;p_url_rimando=\/caritasitaliana\/allegati\/8227\/common_home_italiano.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto &#8220;Common Home&#8221;<\/a> (.pdf &#8211; qui in\u00a0<a href=\"\/pls\/caritasitaliana\/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=8227&#038;p_id_allegato=6416&#038;p_url_rimando=\/caritasitaliana\/allegati\/8227\/commonhome_italy_def3.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">versione inglese<\/a>) \u00e8 promosso da 11 Caritas europee, tra cui Caritas Italiana, nell&#8217;ambito del <a href=\"\/home_page\/attivita_\/00007807_Progetto_M_IN_D___Migration_Interconnectedness_Development.html\">progetto europeo MIND<\/a> e analizza in modo particolare il contributo dei migranti allo sviluppo, anche economico, dei paesi di accoglienza.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u0093Soffermarci brevemente a considerare quello che sta accadendo alla nostra casa comune\u0094 \u00e8 l\u0092invito, forse il monito, che ci rivolge <strong>papa Francesco <\/strong>nel primo capitolo della Laudato si. Il tema ambientale, cuore di questa enciclica, \u00e8 lo spunto per richiamare l\u0092attenzione su tematiche che sono strettamente correlate alla dimensione della mobilit\u00e0 umana. D\u0092altronde il crescente flusso di migranti a livello globale \u00e8 anche frutto di una cattiva gestione delle risorse ambientali che sono alla base di \u0093processi espulsivi\u0094 che costringono milioni di persone ad abbandonare le proprie terre. \u0093\u00c8 tragico l\u0092aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa\u0094.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Il tema delle migrazioni, dunque, collegato allo sviluppo, o meglio al non sviluppo, \u00e8 cruciale nelle attuali dinamiche sociali, politiche ed economiche, sia a livello nazionale che internazionale. Ci\u00f2 a cui stiamo assistendo ci deve interrogare perch\u00e9 interpella il nostro futuro. Immaginare una societ\u00e0 senza migranti significa immaginare un mondo che non esiste. La Laudato Si&#8217; ci ricorda che la mancanza di reazioni di fronte a quanto sta accadendo \u00e8 un segno della perdita di quel senso di responsabilit\u00e0 (\u0085) su cui si fonda ogni societ\u00e0 civile. Per combattere questa indifferenza che pervade trasversalmente le societ\u00e0 moderne, \u00e8 necessario reagire, stimolando la politica e le istituzioni affinch\u00e9 affrontino con seriet\u00e0 e lungimiranza questi fenomeni. Non \u00e8 dunque un caso che il presente Rapporto, Common Home, venga presentato in occasione delle prossime elezioni europee, che si profilano come un banco di prova importante per la tenuta della nostra casa comune. Il progetto di uno spazio per il benessere e la libert\u00e0 dei cittadini, sembra ormai vacillare sotto i colpi di tensioni sovraniste che si registrano diffusamente in vari paesi del vecchio continente. Il Rapporto, promosso dal progetto europeo Mind, \u00e8 l\u0092occasione per riflettere su come il tema dei migranti e pi\u00f9 in generale quello dello sviluppo, stiano contribuendo a definire una nuova Europa.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Numerose organizzazioni internazionali e sovranazionali, tra cui l\u0092Unione Europea, riconoscono l\u0092importanza di rendere i migranti partecipanti attivi attraverso strategie di co-sviluppo, con un ruolo nello sviluppo delle comunit\u00e0 dei Paesi di origine e ospitanti. Allo stesso tempo, le politiche migratorie dei Paesi membri dell\u0092Unione Europea stanno pesantemente limitando le possibilit\u00e0 dei migranti di integrarsi e lavorare legalmente con controlli sempre pi\u00f9 restrittivi, di fatto creando una crescente numero di migranti irregolari ai margini della societ\u00e0. Le due politiche, la prima che punta ad incrementare strategie di co-sviluppo e la seconda che pone limiti a immigrazione e integrazione, sono evidentemente contraddittorie.\u00a0 Oggi, pi\u00f9 che mai, \u00e8 opportuno un lavoro di riflessione e di advocacy per fornire a tutti gli stakeholders gli elementi per ripensare il fenomeno della mobilit\u00e0 in termini concreti e propositivi; per mitigare il clima di diffidenza, proporre soluzioni che coinvolgano i migranti nella vita sociale, politica e culturale del paese di destinazione, e sottolineare, infine, il ruolo necessario che i migranti giocano nell\u0092economia e nella cultura dei paesi di origine come di quelli di transito e destinazione.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Nonostante l\u0092impatto economico delle migrazioni nei Paesi ospitanti sia oggetto di numerosi studi, che spesso ne sottolineano la positivit\u00e0, l\u0092opinione pubblica male informata alimenta un clima di tensione e un antagonismo diffuso verso i migranti al punto che questi ultimi vengono visti esclusivamente come un peso per l\u0092economia dei Paesi che li ricevono.\u00a0 La vera sfida a livello europeo \u00e8 quindi quella di attuare politiche migratorie e di sviluppo capaci di massimizzare le ricadute positive che queste possono avere nelle societ\u00e0 di arrivo e negli Stati di origine della migrazione. La mobilit\u00e0 umana rappresenta oggi certamente una grande opportunit\u00e0 per lo sviluppo non solo dell\u0092Ue ma anche dei paesi pi\u00f9 poveri da dove provengono i migranti. Una simile opportunit\u00e0 non pu\u00f2 essere colta costruendo barriere intorno all\u0092Europa, ma solo attraverso la presa di coscienza del possibile beneficio apportato dagli immigrati e l\u0092applicazione di politiche basate sul binomio migrazione\/sviluppo.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Per questo Caritas sostiene uno<strong> sviluppo umano integrale<\/strong> che ponga al centro dei processi di sviluppo il benessere degli individui nelle diverse dimensioni, economico, sociale, politico, culturale, ecologico e spirituale, ponendo il migrante stesso al centro del dibattito. Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l\u0092uomo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato durante la quinta edizione di &#8220;Festival Sabir&#8221; (Lecce, 16\/19 maggio 2019), il Rapporto &#8220;Common Home&#8221; (.pdf &#8211; qui in\u00a0versione inglese) \u00e8 promosso da 11 Caritas europee, tra cui Caritas Italiana, nell&#8217;ambito del progetto europeo MIND e analizza in modo particolare il contributo dei migranti allo sviluppo, anche economico, dei paesi di accoglienza. \u00a0 \u0093Soffermarci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3308,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[54],"tags":[],"canale_per_feed":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.4 - 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