{"id":3339,"date":"2018-02-08T16:48:00","date_gmt":"2018-02-08T15:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/"},"modified":"2018-02-08T16:48:00","modified_gmt":"2018-02-08T15:48:00","slug":"sintesi-conflitti-dimenticati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/","title":{"rendered":"Sintesi conflitti dimenticati"},"content":{"rendered":"<div><font size=\"2\"><font face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><strong>Conflitti dimenticati<\/strong> <\/p>\n<p><\/font><font face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><strong><em>Una ricerca della Caritas Italiana in collaborazione <br >con &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; e &#8220;Il Regno&#8221;<\/em><\/strong> <\/p>\n<p>Riportiamo di seguito alcuni passaggi del volume \u0093I conflitti dimenticati\u0094 (ed. Feltrinelli, Milano, 2003, pp. 152), una ricerca condotta da Caritas Italiana in collaborazione con le riviste \u0093Famiglia Cristiana\u0094 e \u0093Il Regno\u0094. La ricerca si \u00e8 avvalsa del supporto di F. Strazzari e G. Giacomello dell\u0092Istituto Universitario Europeo di Fiesole, e di altri autorevoli esperti (la SWG di Trieste, Canale Tre di Roma, il Centro Ferrari di Modena, P. Boda dell\u0092Universit\u00e0 di Roma e A. Brandani dell\u0092Universit\u00e0 di Bologna). <\/p>\n<p><strong>Esistono conflitti?<\/strong> <br >Negli anni \u009290 si sono registrate 57 guerre in 45 Paesi, in massima parte deflagrazioni civili combattute per il controllo del governo o del territorio. Il 90% delle guerre dopo il 1945 ha avuto luogo nei Paesi poveri. A pagarne il prezzo maggiore sono stati degli innocenti: 2 milioni di bambini morti dal \u009190 al 2000; circa 27 milioni di morti tra i civili dal dopoguerra ad oggi (il 90% del totale delle vittime); 35 milioni di rifugiati. A ci\u00f2 si aggiungano i danni ambientali, economici, sociali, spesso cause di sottosviluppo di interi continenti. <\/p>\n<p><strong>I conflitti sono dimenticati?<\/strong> <br >Una risposta sintetica a tale domanda non pu\u00f2 che essere affermativa, almeno se ci si riferisce all\u0092Italia di oggi. Tv, radio, stampa, Internet, Istituzioni (europee e italiane), la stessa popolazione in generale d\u00e0 poca attenzione, talvolta semplifica o banalizza situazioni drammatiche. Anche la Chiesa cattolica, sebbene si metta in gioco in prima linea (si pensi all\u0092audacia del Papa e ai 634 martiri degli ultimi 12 anni) non raggiunge in modo significativo l\u0092obiettivo di informare i cattolici sui disastri causati dalle guerre. Un campione rappresentativo della popolazione italiana \u00e8 stato infatti raggiunto all\u0092inizio di dicembre 2001, attraverso un sondaggio demoscopico. Che la guerra evochi nell\u0092immaginario collettivo un\u0092idea di morte e devastazione lo riconosce il 78% degli intervistati. E tuttavia il 25% degli stessi non \u00e8 in grado di citare alcun paese coinvolto in guerre.<\/p>\n<p><strong>I mass-media<\/strong> <br >La maggioranza degli intervistati ritiene che l\u0092opinione pubblica non sia sufficientemente informata sulle guerre in corso e sulle ragioni che le determinano. Questo implica un giudizio negativo sui media di cui essi prevalentemente si servono: Tv, radio e stampa. Questa considerazione \u00e8 confermata dalle altre parti della ricerca relative ai mass-media che ha preso in esame l\u0092informazione su sette casi studio (Angola, Colombia, Guinea Bissau, Kosovo, Palestina, Sierra Leone, Sri Lanka) per un periodo di osservazione di 2 anni e mezzo (dal 1\/1\/99 al 30\/6\/01). <\/p>\n<p>Per quanto riguarda <strong>la stampa quotidiana italiana <\/strong>sono stati esaminati quattro quotidiani nazionali: \u0093La Repubblica\u0094, \u0093Il Corriere della Sera\u0094, \u0093La Stampa\u0094 e \u0093Avvenire\u0094, per dieci settimane estratte casualmente, due a semestre, dal gennaio 1999 al giugno 2001. Su 1087 articoli analizzati, Palestina e Kosovo si presentano al primo posto, con il 95,2% del totale degli articoli. I casi scelti tra le \u0093guerre dimenticate\u0094 occupano solamente il 4,8% del totale degli articoli censiti, confermando cos\u00ec che l\u0092attenzione data a conflitti \u0093vicini\u0094 (geograficamente, culturalmente, ecc., come ad esempio Kosovo e Palestina) \u00e8 assai superiore a quella data a situazioni meno note (grafico 1). La conclusione \u00e8 che nella stampa quotidiana italiana ci sono guerre di serie A e guerre di serie B. Inoltre, la presenza sulla stampa di notizie sui conflitti \u00e8 episodica, legata spesso a singoli eventi, con una vitalit\u00e0 che in genere non supera i due giorni consecutivi di presenza sui quotidiani. Nell\u0092analisi dei conflitti da parte della stampa italiana prevale la cronaca diplomatica e quella militare a scapito dell&#8217;analisi delle cause e delle conseguenze sociali, economiche, culturali, ecc. La maggior parte delle fonti \u00e8 di origine internazionale, tra cui gli stessi governi nazionali e agenzie internazionali, spesso compromesse con interessi di governi e lobbies politico-economiche, la cui attendibilit\u00e0 \u00e8 quantomeno discutibile.<\/p>\n<p>Per <strong>Internet, radio e televisione<\/strong> le considerazioni sono analoghe. Per la Tv in particolare, i dati confermano decisamente l\u0092esistenza di conflitti dimenticati da parte dei media televisivi italiani, anche se bisogna rilevare una maggiore attenzione su questi temi da parte della Tv pubblica (grafico 2). Sono stati analizzati 68.510 giornali radiotelevisivi, catalogando le notizie con criteri quanti-qualitativi (che tengono conto di orari, collocazioni, ecc.) che corrispondono all\u0092offerta informativa di 8 antenne Tv nazionali [Rai 1, Rai 2, Rai 3, Canale 5, Rete 4, Italia 1, TMC 1 (oggi La 7), TMC 2 (oggi MTV)] e di 13 antenne radio [Radio 1, Radio 2, Radio 3, Italia Radio, Radio 24, Radio Capital, Italia Radio, Radio Vaticana, RDS, RTL, Radio Popolare, Radio 105, CNR], per 2 anni e mezzo e cio\u00e8 per l\u0092intero periodo oggetto della ricerca (da 1\/1\/99 a 30\/6\/01). In generale la radio mostra un grado di copertura migliore e pi\u00f9 equilibrato. Ad esempio, mentre nel caso delle emittenti televisive il conflitto con il maggior grado di copertura (Kosovo, 103.304) riscuote un punteggio 2792 volte superiore rispetto al conflitto con il grado pi\u00f9 basso di copertura (Guinea Bissau, 37), nel caso della radio la differenza tra i valori massimi\/minimi \u00e8 pi\u00f9 ridotta: il Kosovo fa registrare un valore di 34.053, punteggio 115 volte superiore al conflitto con il grado minore di copertura (Guinea Bissau, 296). Anche i conflitti che vedono il coinvolgimento di alleanze internazionali (ad es. quello che si \u00e8 combattuto in Kosovo nella primavera del \u009299) dopo gli eventi bellici, cadono rapidamente nell\u0092oblio dei media, col rischio di dimenticare i drammi delle conseguenze lasciate sul campo di battaglia. E, come si sa, ci\u00f2 che non si vede, \u0093non esiste\u0094, o almeno cos\u00ec pu\u00f2 accadere.Tutto ci\u00f2 d\u00e0 ragione al dato espresso dal sondaggio: il 71% degli intervistati avverte la necessit\u00e0 di maggior conoscenza e approfondimento sulle grandi questioni mondiali. <\/p>\n<p>Sono stati esaminati anche i lanci di quattro<strong> agenzie stampa<\/strong> nazionali: Adn-Kronos, Agi, Ansa e Misna, per dieci settimane estratte casualmente, due a semestre, da gennaio 1999 a giugno 2001. Complessivamente i lanci sono stati 6.786, compresi quelli riguardanti il Kosovo e la Palestina, che da soli sono 6.455. All\u0092interno del monitoraggio non sono stati presi in considerazione tutti i lanci relativi ai sette paesi (Angola, Colombia, Guinea Bissau, Sierra Leone, Sri Lanka, Palestina e Kosovo), ma solo quelli direttamente e indirettamente collegati agli eventi bellici e ai loro effetti sulla situazione generale del paese. Nell\u0092analisi quantitativa sono state rilevate per ogni lancio le seguenti voci: data del lancio, agenzia di stampa, argomento principale, chiave prevalente e tipo di fonte. \u00c8 stato verificato per ogni lancio di stampa l\u0092avvenuta pubblicazione o meno nei quattro quotidiani presi in esame nel capitolo sulla stampa quotidiani. Va detto che in corrispondenza di pi\u00f9 lanci per la stessa notizia, l\u0092articolo di stampa che riprendeva la notizia era solamente uno, per cui \u00e8 inevitabile un certo scarto tra il numero di lanci di agenzia e il numero di articoli pubblicati sul tema. Ci sembra infine doveroso precisare che l\u0092analisi si \u00e8 concentrata sulle sole agenzie nazionali in quanto i prezzi di accesso ai data-base delle principali agenzie internazionali sono esorbitanti. <\/p>\n<p><strong>La Chiesa e le Istituzioni<\/strong> <br >Il Papa, la Chiesa cattolica e l\u0092Onu sono considerate dagli intervistati le uniche voci autorevoli che si levano contro l\u0092ingiustizia delle guerre e nei contesti di crisi. Residuale il peso attribuito alla Commissione europea e al governo italiano. \u00c8 noto anche l\u0092impegno per la giustizia di molti cattolici: per circa la met\u00e0 degli intervistati essi rappresentano delle voci di denuncia troppo scomode per le realt\u00e0 in cui si trovano ad operare. Nonostante l\u0092apparente successo di alcuni interventi armati, il 70% del campione ritiene che il ruolo della comunit\u00e0 internazionale di fronte a situazioni di conflitto debba essere quello della mediazione politica preventiva e dell\u0092adozione di soluzioni non-violente. Una scelta economica, oltre che etica e solidaristica, visto che \u00e8 dimostrato quanto sia costoso intervenire quando ormai le guerre sono devastanti. Solo il 10% condivide le tesi militariste. E un misero 2% ritiene che sia meglio non intervenire e lasciare che le crisi si risolvano da s\u00e9. Tutti questi dati devono far riflettere, soprattutto se confrontati col relativo silenzio e con la scarsa iniziativa delle nostre istituzioni (in special modo quelle italiane: governo e parlamento), confermata dalle altre sezioni della ricerca.<\/p>\n<p><\/font><\/font><font size=\"2\"><font face=\"Verdana, Geneva, Arial, Sans-serif\"><strong>Non servono j\u0092accuse, ma precise assunzioni di responsabilit\u00e0 <br ><\/strong><br >Dopo l\u009211 settembre abbiamo capito con chiarezza che ci sono situazioni complesse che rischiano di ritorcersi contro di noi. Le guerre remote non portano pi\u00f9 in casa nostra solamente persone richiedenti asilo, o gli enormi costi di operazioni\/guerre umanitarie, o il disagio (etico) di dover aiutare popoli straziati dai conflitti o di usare beni \u0093insanguinati\u0094 (diamanti, metalli, materie prime, droghe, petrolio ed altre risorse energetiche, ecc.). Le guerre lontane non sono pi\u00f9 lontane. Gli Stati Uniti d\u0092America sono entrati in una \u0093nuova\u0094 guerra. E tutta l\u0092Europa con loro. \u0093In casa\u0094 abbiamo avuto vittime, case distrutte, aziende fallite o in seria difficolt\u00e0, stravolgimenti dei diritti civili&#8230; Abbiamo capito che occuparci di crisi lontane e un po\u0092 incomprensibili diventa una questione di sopravvivenza: personale, sociale, economica, politica&#8230;. Tuttavia, tale posizione non deve limitarsi ad azioni di conservazione del proprio benessere, senza interrogarsi sulle profonde radici che sono alla base di conflitti e di instabilit\u00e0 a livello mondiale. In altre parole, non si tratta solamente di arroccarsi in una posizione di difesa dall\u0092esterno, ma di una questione prima di tutto di carattere etico e solidaristico: bisogna essere vicini a persone meno fortunate e difendere i diritti (umani) di milioni (miliardi) di esseri umani che nel mondo vedono violate le loro attese, le loro speranze, assumendo fino in fondo una posizione di etica della responsabilit\u00e0, che riguarda anche la nostra stessa esistenza-sopravvivenza. \u00c8 un compito che non riguarda solamente le Istituzioni, ma ciascuno di noi, nella vita di tutti i giorni. <\/p>\n<p><strong>Che fare dunque?<\/strong> <br ><strong>Informare<\/strong> <br >Emerge con evidenza dalla nostra ricerca la richiesta della gente non solo di notizie, ma anche di strumenti di tipo interpretativo: serve conoscenza, non solo informazione. Non sempre le notizie riportate dai media internazionali affrontano determinate questioni da un\u0092ottica obiettiva e con un approfondimento qualitativo adeguato. Si corre pertanto un duplice rischio: sia di non essere informati affatto su determinati conflitti, sia di divenire bersaglio di una informazione distorta, banalizzante, approssimativa, che in un\u0092ultima analisi diventa essa stessa causa di pregiudizi e stereotipi negativi. Un paradosso che il sondaggio mette in evidenza riguarda la necessit\u00e0 di prevenire i conflitti, intervenendo quando sono ancora trattabili e relativamente meno costosi. Tuttavia, perch\u00e9 maturi una decisa volont\u00e0 di intervenire \u00e8 sempre pi\u00f9 necessario un alto livello di attenzione pubblica. Perch\u00e9 questa sia presente occorre una buona informazione. Se questa attende che il potere comunicativo della violenza si manifesti, non si creano per tempo le condizioni perch\u00e9 maturi il livello di attenzione che spinge la volont\u00e0 politica a intervenire per prevenire. <\/p>\n<p><strong>Educare<\/strong><br >Nel lungo periodo, il compito \u00e8 quello di educare, e questo spetta a tutti, in primo luogo alla scuola. Occorre educarci ed educare alla mondialit\u00e0, all\u0092interculturalit\u00e0, alla pace, per comprendere che non \u00e8 pi\u00f9 possibile chiudere fuori o blindare i problemi, dichiarandosi padroni a casa propria. Dimenticare \u00e8 anche un&#8217;offesa alla dignit\u00e0 umana. E se lo slogan \u0093conoscere per amare\u0094 ha un senso, occorre proprio partire da una pi\u00f9 capillare opera di formazione e rafforzare il lavoro ordinario alla base, come pure gli sforzi straordinari per sensibilizzare e promuovere una cultura del rispetto, del dialogo, della pace. <\/p>\n<p><strong>Avviare nuove politiche<\/strong> <\/p>\n<p><strong>a. Riempire il vuoto politico:<\/strong> <strong>Istituzioni e responsabilit\u00e0 collettive<\/strong> <br >Le Istituzioni hanno la responsabilit\u00e0 di cambiare rotta. La ricerca ha mostrato la loro sostanziale reattivit\u00e0 e la loro scarsa attivit\u00e0 (soprattutto preventiva) nei grandi (e piccoli) scenari di crisi a livello internazionale. Sia i cittadini, sia i fatti (documentati da questa ricerca) sembrano univocamente dimostrare come la latitanza della nostra classe dirigente sia grave. Occorre ribadire che il 70% del campione intervistato &#8211; oltre alla saggezza che contraddistingue ciascuno di noi &#8211; ritiene che il ruolo della comunit\u00e0 internazionale di fronte a situazioni di guerra o di grave conflitto debba essere quello della mediazione politica preventiva e dell\u0092adozione di soluzioni non-violente. Il tradizionale ruolo del governo italiano nella mediazione preventiva e numerose altre esperienze meno note, talvolta di diplomazia sommersa, dimostrano come ci sia un ruolo, uno spazio anche per i governi nazionali, ma che tale spazio vada ulteriormente riempito. Resta enorme anche il vuoto lasciato da dichiarazioni di imminenti \u0093piani Marshall\u0094 che si ripetono davanti a molti conflitti armati e a cui ben poche iniziative fanno seguito. In questo senso, si avverte la necessit\u00e0 di una politica comune europea, attenta alle istanze provenienti dai paesi pi\u00f9 poveri, e non solamente ai grandi interessi dei gruppi di potere politico ed economico o delle singole nazioni. <\/p>\n<p><strong>b. Lottare contro la povert\u00e0 e le disuguaglianze<\/strong><br >Non va sottaciuto il forte ruolo scatenante dei conflitti ricoperto dai meccanismi di ingiustizia sociale e asimmetria redistributiva. In effetti nessuno pu\u00f2 ormai negare che tra le principali cause dei conflitti vi sia la povert\u00e0 economica. Basti pensare che circa il 90% dei conflitti armati dopo il 1945 ha avuto luogo nel Terzo Mondo. La disuguaglianza sociale, l\u0092asimmetria nel possesso e nell\u0092accesso alla ricchezza costituisce una minaccia concreta alla sicurezza della terra e rischia di produrre il combustibile per far esplodere nuove guerre. Il riequilibrio delle disuguaglianze sociali (unito alla lotta al cambiamento del clima e alla lotta alla proliferazione degli armamenti) diventa la base su cui fondare il processo di costruzione della pace.<\/font><\/font><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conflitti dimenticati Una ricerca della Caritas Italiana in collaborazione con &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; e &#8220;Il Regno&#8221; Riportiamo di seguito alcuni passaggi del volume \u0093I conflitti dimenticati\u0094 (ed. Feltrinelli, Milano, 2003, pp. 152), una ricerca condotta da Caritas Italiana in collaborazione con le riviste \u0093Famiglia Cristiana\u0094 e \u0093Il Regno\u0094. La ricerca si \u00e8 avvalsa del supporto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"canale_per_feed":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sintesi conflitti dimenticati - Caritas DEV<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sintesi conflitti dimenticati - Caritas DEV\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Conflitti dimenticati Una ricerca della Caritas Italiana in collaborazione con &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; e &#8220;Il Regno&#8221; Riportiamo di seguito alcuni passaggi del volume \u0093I conflitti dimenticati\u0094 (ed. Feltrinelli, Milano, 2003, pp. 152), una ricerca condotta da Caritas Italiana in collaborazione con le riviste \u0093Famiglia Cristiana\u0094 e \u0093Il Regno\u0094. La ricerca si \u00e8 avvalsa del supporto di [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Caritas DEV\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-02-08T15:48:00+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"sEEd_aDm_wP\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"sEEd_aDm_wP\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/\"},\"author\":{\"name\":\"sEEd_aDm_wP\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/person\/3cada41afcce51378e1a7c7a79364e54\"},\"headline\":\"Sintesi conflitti dimenticati\",\"datePublished\":\"2018-02-08T15:48:00+00:00\",\"dateModified\":\"2018-02-08T15:48:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/\"},\"wordCount\":2165,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Rapporti sui conflitti dimenticati\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/\",\"url\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/\",\"name\":\"Sintesi conflitti dimenticati - Caritas DEV\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#website\"},\"datePublished\":\"2018-02-08T15:48:00+00:00\",\"dateModified\":\"2018-02-08T15:48:00+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Sintesi conflitti dimenticati\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#website\",\"url\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/\",\"name\":\"Caritas DEV\",\"description\":\"Organismo Pastorale della CEI\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#organization\",\"name\":\"Caritas Italiana\",\"url\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2022\/07\/logo_caritas-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2022\/07\/logo_caritas-1.png\",\"width\":187,\"height\":80,\"caption\":\"Caritas Italiana\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/logo\/image\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/person\/3cada41afcce51378e1a7c7a79364e54\",\"name\":\"sEEd_aDm_wP\",\"sameAs\":[\"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\"]}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Sintesi conflitti dimenticati - Caritas DEV","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Sintesi conflitti dimenticati - Caritas DEV","og_description":"Conflitti dimenticati Una ricerca della Caritas Italiana in collaborazione con &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; e &#8220;Il Regno&#8221; Riportiamo di seguito alcuni passaggi del volume \u0093I conflitti dimenticati\u0094 (ed. Feltrinelli, Milano, 2003, pp. 152), una ricerca condotta da Caritas Italiana in collaborazione con le riviste \u0093Famiglia Cristiana\u0094 e \u0093Il Regno\u0094. La ricerca si \u00e8 avvalsa del supporto di [&hellip;]","og_url":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/","og_site_name":"Caritas DEV","article_published_time":"2018-02-08T15:48:00+00:00","author":"sEEd_aDm_wP","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"sEEd_aDm_wP","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/"},"author":{"name":"sEEd_aDm_wP","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/person\/3cada41afcce51378e1a7c7a79364e54"},"headline":"Sintesi conflitti dimenticati","datePublished":"2018-02-08T15:48:00+00:00","dateModified":"2018-02-08T15:48:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/"},"wordCount":2165,"publisher":{"@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#organization"},"articleSection":["Rapporti sui conflitti dimenticati"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/","url":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/","name":"Sintesi conflitti dimenticati - Caritas DEV","isPartOf":{"@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#website"},"datePublished":"2018-02-08T15:48:00+00:00","dateModified":"2018-02-08T15:48:00+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/sintesi-conflitti-dimenticati\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Sintesi conflitti dimenticati"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#website","url":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/","name":"Caritas DEV","description":"Organismo Pastorale della CEI","publisher":{"@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#organization","name":"Caritas Italiana","url":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2022\/07\/logo_caritas-1.png","contentUrl":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2022\/07\/logo_caritas-1.png","width":187,"height":80,"caption":"Caritas Italiana"},"image":{"@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/#\/schema\/person\/3cada41afcce51378e1a7c7a79364e54","name":"sEEd_aDm_wP","sameAs":["https:\/\/caritas-wp.glauco.it"]}]}},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3339"}],"collection":[{"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3339"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3339\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3339"},{"taxonomy":"canale_per_feed","embeddable":true,"href":"https:\/\/caritas-wp.glauco.it\/caritas-dev\/wp-json\/wp\/v2\/canale_per_feed?post=3339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}