Africa

In Africa vivono circa 1 miliardo di persone, il 13% della popolazione mondiale, ma in essa viene prodotto solo il 2% della ricchezza planetaria. Secondo la Banca Mondiale il reddito medio dei suoi abitanti è 6 volte e mezzo inferiore alla media mondiale e 21 volte inferiore a quello medio dell'Unione europea. Da sempre è il continente con il più alto tasso di denutrizione al mondo. Dei 20 Paesi del mondo con l'indice di sviluppo umano più basso, 18 appartengono all'Africa subsahariana.

Eppure il continente africano è ricco di risorse naturali e gli africani sono portatori di culture, storie, abilità e tradizioni ricchissime e molto diverse tra loro (in Africa si parlano più di 2000 lingue). Ma le risorse continuano a essere causa di conflitti e di sfruttamento della popolazione. L'Africa quindi non è un continente povero ma impoverito.

Nonostante le immagini di sofferenza e di morte, l'Africa è luogo di vita e di riscatto emblematico e profetico per tutta l'umanità: è la sfida della liberazione e della resurrezione.

In questo cammino le Chiese – soprattutto quella cattolica – sono diventate punto di riferimento spirituale, morale, politico, sociale e culturale per le popolazioni. La Chiesa africana, con i suoi organismi pastorali (Caritas, Commissioni Giustizia e Pace, e altri), prosegue in una riflessione e un rinnovamento da cui le Chiese più antiche possono cogliere profetici spunti pastorali. Il Sinodo dei vescovi africani tenutosi nel 2009 ha ribadito con forza la denuncia di «un ordine economico ingiusto che ha portato al perdurare della povertà» e ha sollecitato tutta la Chiesa africana ad essere «voce di chi non ha voce».

Nella Regione Africa, secondo la suddivisione di Caritas Internationalis, sono compresi 45 dei 54 Stati africani (i Paesi del Nord Africa, Mauritania, Somalia e Gibuti sono nella Regione Medio Oriente e Nord Africa).

Caritas Italiana sta camminando a fianco di questa Chiesa sorella, in un percorso di accompagnamento e di crescita reciproca, al fine di aiutare le comunità locali ad essere protagoniste del loro sviluppo. Particolare attenzione è data al sostegno agli organismi Caritas locali per rafforzarne la capacità di analisi e risposta ai bisogni e di animazione e partecipazione della comunità. La collaborazione e lo scambio con le Caritas locali portano Caritas Italiana a intervenire in favore delle persone più vulnerabili: malati, disabili, detenuti, donne, minori, rifugiati e migranti. Gli ambiti preferenziali di intervento sono i seguenti:

  • Gli aiuti nelle emergenze, provocate sia da conflitti armati, sia da calamità naturali e carestie, acuite da fenomeni di cambiamento climatico e dall’azione di sfruttamento del territorio. Agli aiuti si aggiunge una crescente attenzione al rafforzamento delle capacità delle comunità locali per accrescerne la sicurezza alimentare e ridurne la vulnerabilità in un'ottica di prevenzione. Questo anche con azioni di formazione e preparazione nonché di lobby e advocacy.
  • Interventi inerenti la mobilità umana lungo le molteplici rotte all'interno dell'Africa sub-sahariana. Si tratta di programmi nei Paesi di origine e di transito prevalentemente dell'Africa occidentale e del Sahel per offrire alternative concrete alla migrazione, ma anche assistenza e protezione alle persone vittime di traffico.
  • Il sostegno a persone e famiglie alla riabilitazione materiale e psico-sociale e al sostentamento economico principalmente attraverso lo sviluppo agro-pastorale, l’accesso all’acqua potabile.
  • La salute, con il sostegno a progetti di prevenzione e il sostegno di strutture sanitarie.
  • Programmi in favore di fasce particolarmente svantaggiate: carcerati, minori, disabili.
  • Particolare attenzione è inoltre assegnata alla tematica della costruzione della pace e della giustizia a cui il Sinodo dei vescovi africani ha dato particolare enfasi.

In tutti gli ambiti, salvo nelle emergenze, una forma diffusa di intervento sono i microprogetti.

Operatori di Caritas Italiana sono presenti in Kenya. Ogni anno viene offerta la possibilità ai giovani tra i 18 e i 28 anni di svolgere l'anno di servizio civile all’estero in più Paesi africani.